CALCATERRA SS19 “The secret garden”

La vegetazione irrompe spontanea, si fa spazio tra mura e cemento, ricopre luoghi nascosti e abbandonati, ma ancora carichi di emozioni. La primavera-estate CALCATERRA nasce così, materializzandosi in un giardino segreto, sbocciato quasi per caso.

L’intera collezione respira, vive tra rami selvaggi e cemento abbandonato che ha il sapore di antiche spoglie industriali. Figure diafane e leggere si muovono come in un’altra dimensione, dove colore, volume e materia acquistano nuove proporzioni

Le superfici nobili della seta, del lino, del cotone si trasformano, diventano “materia nuova” grazie ai finissaggi esclusivi che sono alla base della ricerca stilistica del brand. La seta acquista la leggerezza croccante della carta creando forme aeree e voluttuose. Il cotone si fa tecnico e sagomato, esasperando la geometria delle linee. Cromatismi inattesi e freschi siderali animano la palette colori che si muove dal rosa glaciale al vaniglia, mentre il verde petrolio si fa vitreo e acquoso, accendendosi accanto al delicato paglierino. La buccia del Tarocco e il grigio lavico si alternano in un gioco tra il colore e il suo opposto.

E’ l’ambiente industriale e la sua archeologia il nuovo ideale di botanica rinascita, il“Giardino Segreto” dove la natura irrompe creando equilibri e paesaggi rinnovati. I suoni si mischiano ai rumori creando nuovo ritmo e nuova musica, accompagnando lo sguardo tra volumi anni novanta ed eleganza anni 30, nell’eterno oscillare del tempo.

«In mezzo all’erba, sotto gli alberi, nei vasi grigi delle nicchie, si scorgevano pennellate bianche, d’oro, di porpora; sopra la sua testa gli alberi erano rosa e bianchi, e ovunque si udivano battiti d’ali, suoni flautati, ronzii, dolci profumi»

Frances Hodgson Burnett, The Secret Garden

Vegetation grows spontaneously, making its way between wall and cement, covering hidden and abandoned places still full of emotions. The CALCATERRA spring-summer collection was born this way, appearing in a secret garden that blossomed almost by chance.

The entire collection breathes and lives among wild branches and abandoned cement reminiscent of old industrial ruins. Light, diaphanous figures move as if in another dimension where color, volume and material acquire new proportions

The noble surfaces of silk, linen and cotton are transformed into “new materials” thanks to the exclusive finishes which are at the bases of the brand’s stylistic research. Silk acquires the crisp lightness of paper, creating airy, sensuous forms. Cotton becomes technical and shaped, exasperating the geometry of the lines. Unexpected colors and fresh sidereal hues animate the color palette that moves from glacial pink to vanilla. Meanwhile, teal becomes vitreous and watery yet luminous next to delicate straw yellow. The bright orange of the Tarocco orange peel and lava gray alternate in a play of contrasting colors.

The industrial environment and its archeology are the new ideal of botanical rebirth, the “Secret Garden” where nature blooms, creating new balances and landscapes. Sounds blend with noises, creating a new rhythm and new music, accompanying the gaze between nineties volumes and the elegance of the thirties, in an eternal oscillation of time.

“…and in the grass under the trees and the grey urns in the alcoves and here and there everywhere, were touches or splashes of gold and purple and white and the trees were showing pink and snow above his head and there were flutterings of wings and faint sweet pipes and humming and scents and scents…”

Frances Hodgson Burnett, The Secret Garden

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